Ciobin - ci racconti qualcosa
di te?
Vinsil Mc Jagger - sì.
(e, di solito,
terminerei qui. è un modo di dialogo breve che riesce a volte a incuriosire e
[il + delle volte] a infastidire)
ma sono proprio fatto
così. ho sempre cercato di stupire più che di piacere. immagino fosse l'unico
trucchetto che mi riusciva bene.
poi ho suonato 6 anni
con un'orchestra di liscio (avevo snobbato il liscio per tutta la vita, ma
avevo bisogno di lavorare e so suonare). suonare il liscio mi ha fatto bene.
non sei molto importante in un'orchestra di liscio. sei uno degli elementi
della formazione. il più amato è il cantante. il più importante è il capo
orchestra. io ero il bassista. facevo i cori e cantavo qualche brano. mi sono
fatto le mie fan col duro lavoro. mi pagavano per fare il giullare e
io mi impegnavo a fondo.
il vantaggio delle
orchestre (da ballo, di liscio) è che suoni minimo 3 ore a sera. impari a stare
sul palco. impari che è un lavoro. impari che, quando è il tuo momento, te la
giochi. con semplicità e tranquillità, anche se hai provato poco fai il pezzo.
se lo sbagli, lo farai meglio domani. tanto hai 160 date all'anno, per
rimediare.
prima facevo il
cantautore che dirige una band. 5 persone. il nome era Vaudeville. facevamo
quasi esclusivamente brani miei. era un po' come un supergruppo, nel suo
piccolo. attualmente tutti suoniamo. e tutti un genere diverso.
alcuni suonano in cover band. il batterista suona con Jean Fabry (i raschiatori
di barili). Vaudeville suonava una sorta di psichedelia rock.
in gioventù ho suonato
con altre band.
non faccio solo musica.
scrivo fumetti. ho
cominciato lavorando per una rivista che si chiamava Selen. erano fumetti
erotici. ho coordinato (col nome vinsil mc jagger) l'ultimo numero,
quello dell'addio. è stata la prima volta che quel nome è apparso in pubblico.
adesso, insieme con un
grande disegnatore conosciuto ai tempi di Selen, Stefano Mazzotti, lavoriamo
per case editrici estere (USA e Olanda) sempre nel ramo dell'erotismo. stiamo
cercando di uscire da questo, piacevole, ghetto.
mi sono piaciuti i
fumetti della Marvel, X-men, Devil e Wolverine in particolare. mi piace un
casino Alan Moore (From Hell, V for Vendetta, Watchmen). ho letto in un giorno
e mezzo 1984 di George Orwell.
musicalmente sono nato
ascoltando Mamunia di Paul Mc Cartney. adoro i Beatles, ma non disprezzo i
Rolling Stones. considero Bob Dylan il miglior cantante dei tempi moderni (ed è
anche un notevole rapper, secondo me). ciò nonostante, penso si debba concepire
che il primo brano rap della storia sia stato Give Peace a Chance di John
Lennon.
la mia cultura musicale
è vasta. Secondo Casadei è stato un compositore valido quano il miglior
McCartney. un brano favoloso è In Front di Keith Jarrett. ho avuto come
maestri, sia pure solo in stage, Mick Goodrick e Pat Metheny.
suono la chitarra,
la chitarra basso, l'armonica a bocca, mi arrangio col pianoforte e le
tastiere. canto. scrivo brani musicali e testi per canzoni. poi li musico.
ho scritto brani per
il Trio Italiano, prodotto dal tastierista degli Stadio.
dipingo. quadri.
ho avuto qualche
breve esperienza televisiva e teatrale come attore e tecnico.
ti sto per spedire due
brani a una delle altre e-mail che mi hai dato.
a tua disposizione se ti
servono chiarimenti o altro.
ciao,
Vincenzo (Silvestroni è
il cognome anagrafico)
Ciobin - come sei arrivato a
fare questo cd? chi ha disegnato la copertina?
Vinsil Mc Jagger - la copertina l'ho
disegnata io.
circa il CD:
quando Vaudeville
terminò io cominciai a pensare di avere sbagliato qualcosa. Quindi entrai
nell'orchestra di liscio. Lì capii la bellezza della musica da ballo. Ballare è
bello.
Però io sono comunque
uno che racconta storie, che inventa paesaggi e personaggi e li mette in
relazione. A volte penso che la musica da ballo sia troppo ripetitiva. Mi piace
aprire una porta su un mondo ed esplorarlo. Ma le mie impronte rimangono
comunque segnate sul terreno, cambiando l'orografia. Anche se non ci sono
parole, racconto fatti, storie. E' come un film senza immagini. Ho l'impressione
di avere ascoltato troppo i Beatles del periodo lisergico, qualcosa mi deve
essere rimasto nel cervello... almeno, per quanto riguarda la parte cellulare
delle mie circonvoluzioni cerebrali, sono tutto sano.
Ciobin - che riscontri hai
avuto dal pubblico?
Vinsil Mc Jagger - è difficile portare in
pubblico un lavoro del genere. molte parti non sono suonabili dal vivo perché
alcuni sample sono rallentati o accelerati o messi in reverse. un
giornalista che si occupa prevalentemente di musica celtica lo ha
trovato interessante anche se un po' ripetitivo. ad altri operatori del settore
è piaciuto. alcuni (musicisti, dj), a cui erano piaciuti cose precedenti, non
lo hanno ancora ascoltato. ai Jean Fabry è piaciuto, nonostante loro facciano
cose molto differenti.
dal vivo esco solo con
la chitarra acustica e la voce. mi sto attrezzando per potere uscire con
samples (live o registrati) per la fine dell'anno. se riesco a organizzare
bene potrò fare un programma anche dance, dal vivo, solo con la chitarra, la
voce e l'armonica. sicuramente, appena avrò un provino disponibile, ti chiederò
cosa ne pensi. dovrebbe venire una cosa un po' strana ma piacevole,
però ho solo la teoria, devo ancora provare la pratica e quindi sbattere
la faccia contro le difficoltà.
Ciobin - qual è
l'ultimo live al quale hai assistito?
Vinsil Mc Jagger - oltre a quello di Jean
Fabry del novembre scorso? E oltre a quello dei Metropolis di questa primavera?
Sì, è vero, vado quasi esclusivamente ai concerti dei miei amici.
Ho sentito Mauro Pagani
al MEI lo scorso anno (chit+voce); ha detto una cosa che sottoscrivo: "un
musicista come me è un ladro per passione"
Ciobin - come vedi la
situazione jam e soprattutto club in italia?
Vinsil Mc Jagger - non ti posso parlare per
l'Italia. Sono romagnolo e ti parlo della zona che conosco, da Rovigo fino a
Rimini e a Bologna.
Ci sono molti più locali
dove è possibile suonare rispetto anche solo a 10 anni fa. Molti bar fanno
musica dal vivo, quantomeno il venerdì e il sabato.
E' anche vero che, dal
1998 al 2004, ho suonato il liscio, quindi mi sono perso delle cose che sto
cercando di riconquistare (con 130/160 date l'anno, non hai fine settimana
liberi e il pubblico del liscio, pur se numeroso a volte, è un'altra cosa).
Vedo i miei amici che
suonano in cover bands. Se sono ragionevolmente bravi non fanno fatica a
suonare. Se sei un clone di qualche artista famoso è ancora meglio. Sono cose
che ho sempre odiato. Perché rifare una canzone uguale a come è sul disco, se
c'è già il disco? Metti su il disco! Dal vivo devi
"riarrangiare" i brani.
Sulla riviera romagnola,
in estate, si suona molto. Dj, cover bands e band da intrattenimento (anni
70,80,90..100 [intanto che ci siamo..] per intenderci) trovano spesso un buon
secondo lavoro. Per gruppi che facciano musica originale o non passata per
radio è più difficile. Bisogna diventare manager di sé stessi e organizzarsi le
date (a proposito, conosci qualche manager..?).
La situazione è comunque
nettamente migliore che nel passato. Meglio così. Meglio cattiva musica che
nessuna musica.
Ciobin - e per quanto
riguarda le radio?
Vinsil Mc Jagger - sono poco in contatto
col mondo delle radio.
Da quel po' che sento,
molte trasmettono musica anni '80. Almeno è roba buona..
Mancano le radio (o
forse io non le conosco) che trasmettono le novità.
A volte ascolto radio su
internet. In particolare radio di musica cajun. O blues. il vantaggio di
internet è che riduce le distanze. Posso ascoltare musica della Lousiana senza
dovere aspettare che un Dj italiano decida di averla scoperta.
Molto tempo fa, con un
amico tastierista, avevamo un programma su una emittente locale (moooolto
locale!). Era divertente.
Per ora: ho in mente un
programma radiofonico. Con musica e roba comica. Tipo "Alto
Gradimento", ma più notturno e meno evanescente.. chissà..
Ciobin - cosa ne
pensi del funk?
Vinsil Mc Jagger - ho conosciuto il funk
quando suonavo con Vaudeville, tramite il chitarrista, che lo amava. E', a
tutt' oggi, un meraviglioso chitarrista ritmico, un inventore di riff stupendi.
All'epoca era anche un Dj amatoriale. Non facemmo cover funk, ma arrangiammo
più di un brano mio (cioè da cantautore..!!) con gli stilemi del funk. Sono
venuti bene. Tutta la band partiva e portava a sé. Un tiro notevole.
Naturalmente, siccome
sono strano, il brano di James Brown che mi piace di più è Funky Drummer, ma mi
è rimasta la piacevolezza dei riff sugli alti, col barrè all'ottavo, nono
capotasto. Si riescono a fare brani molto carichi con un accordo solo, se
scegli bene la posizione. Una notevole mistura di ritmo, melodia (pur se
stringata) e armonia. Se poi hai qualche fiato che punteggi bene sei a
posto. Bello. Bello. Bello.
Ciobin - se dovessi
fare un cd funk da dove partiresti?
Vinsil Mc Jagger - Prima di tutto chiamerei
Roberto Sani (chitarrista di X-Ray, una cover band ravennate). Poi ruberei
samples da James Brown (mi serve qualcosa con dei fiati e della carica, magari
anche con qualche crash di batteria a tempo, per i turnaround). Sceglierei un
tempo leggermente più lento di quello originale di Brown (rallentare il tempo è
un trucchetto meraviglioso, crea una tensione, millimetrica ma precisa, che ti
invita ad alzarti dalla sedia). Orchestrerei un ritmo con un programma tipo Mixman,
poi lo levigherei con un WaveLab. Organizzerei il brano su un accordo (DO
maggiore oppure SOL maggiore) e, ogni tanto, metterei in onda il turnaround (è
chiaro che i samples vanno lavorati un po' con un programma tipo
WaveLab).Troverei un riff di basso adeguato (potrei suonarlo io oppure
organizzarlo con samples presi in giro, oppure entrambe le cose. A questo punto
Roberto sarebbe in grado di dare un velluto di chitarra funk al brano. C'è una
base. Chiamerei Sanzio Guerrini, sassofonista con esperienza più che ventennale
in orchestre e bands (è il leader dei Blue Torpedo, una formazione che esegue
cover di standard jazz e brani di Gaber, Conte [il primo]), per avere un sax
solista improvvisato e lancinante (tenore o baritono? Facciamo una prova con tutti
e due, magari poi mixiamo..). Scriverei un testo che parli delle
difficoltà della vita e del modo per superarle (il testo deve avere
l'ironia contagiosa del Vasco Rossi di Alibi). Lo canterei come voce guida,
stando attento a fare una cosa che possa stare in piedi anche da sola.
Chiamerei Claudio "kilino" Zannoni (cantante di X-Ray) perché doppi
la mia voce. Forse, a questo punto, ci potrebbero stare dei bongo, delle
congas, percussioni etniche (magari qualcuno che sappia suonare il talking-drum,
so dove andare a cercarlo!). Mixerei il tutto. Potrebbe sembrare ancora un po'
vuoto. Eviterei, con tutte le mie forze, la tentazione, umana ma non degna
di un artista, di poggiare il tutto su un tappeto di tastiere; diventerebbe
sicuramente più riposante, ma non sarebbe più funk perché sarebbe addolcito.
Metterei un demo su un Cd. Dal Cd lo passerei su nastro e me lo ascolterei in
auto. Se funziona anche qui lo darei per buono, altrimenti bisogna limare.
Bella domanda. Un po'
strana. Stai cercando di svelare i miei segreti compositivi? Ho qualche
trucchetto. Il resto è il lavoro di ogni giorno, che ti fa pensare, no, meglio,
intuire, che una soluzione è meglio di un'altra. Se riesco a entrare a
sufficienza dentro al meccanismo dello scrivere musica poi entro nel vortice e
non ne esco fino a quando sono esausto, il pezzo ha preso una sua struttura
definita, molte parti sono piacevoli. Dopo 3 o 4 giorni, riguardandoci, scopri
che è meglio cambiare questo piuttosto che quello. Non sempre sai,
razionalmente, cosa e come, ma, il più delle volte, lo sai. Devi fare lavorare
la parte destra del cervello in un ambiente leggermente controllato da quella
sinistra, giusto per dare le rive ai fiumi..
ciao, a presto,
vinsil
PS:- sai una cosa?
Appena ho finito la campagna dei piselli lo faccio!
Ciobin - pensi che il
funk possa avere un riscontro in italia?
Vinsil Mc Jagger - Forse.
Intendi il funk
americano verso l'italia oppure una via italiana al funk?
Per il funk originale,
dipende molto dai Dj (radio e disco) e dalle cover band. Più loro si fanno
attenti, più è possibile avere un bel movimento funk nella penisola.
Differente è un discorso
di funk in italiano.
Diciamo così: penso che
il primo pezzo funk italiano sia stato "Dio mio no!" di Lucio
Battisti. Poi non ne ho sentiti altri. Funky sì, funky qualcosa c'è, ma funk è
diverso.
Il difficile è coniugare
una musica così incalzante e scattante con le sdrucciole e le piane
dell'italiano. Troncare la finale mi sembra ridicolo. Oppure facciamo fare il
funk a Pupo (è solo il primo nome che mi viene in mente, potrei dire Gianni
Morandi o Lucio Dalla, non cambierebbe niente [per quanto Dalla potrebbe, se
volesse..]).
L'italiano è differente
dall'inglese. In inglese FLY fa rima con CRY; quindi VOLARE fa rima con
GRIDARE, PIANGERE, PIANTO. E anche MOSCA fa rima con tutto questo e altro
ancora. In italiano una parola che finisce in -ARE fa rima, il 90% delle volte,
con un verbo. Che noia..
In più: in inglese (non
so perché, ma è così) puoi permetterti di scrivere testi cazzoni (testi che non
hanno un senso, quasi scioglilingua oppure che non sanno di niente) e, con la
musica, funzionano. In italiano no. Sarà perché la lingua di Dante è ferma a
circa il 1300, quindi sedimentata, rigida, dura, ma scrivere un testo funk
(possiamo prendere anche una traduzione di James Brown e provare) diventa
difficile, perché la musica pompa, mentre il testo rimane fermo, dà
l'impressione di una sciacquatura di piatti.
Il testo, in italiano, è
molto importante. Se non è al livello della musica, il più delle volte, porta
in basso la canzone. Tornando a Pupo: potremmo provare a fare un funk col testo
di gelato al cioccolato, almeno verrebbe surreale.
In più, noi abbiamo
l'abitudine a una linea melodica ben presente. Nel funk facciamo più spesso i
conti con un rettotono, una nota base sulla quale fare variazioni ritmiche.
Forse ci vorrà del
tempo. Negli anni '80 venne fuori il primo artista rock italiano: Vasco Rossi.
Che, per farsi conoscere a un pubblico vasto, andò a SanRemo due volte e fece,
nel periodo, due LP poco rock, con molte venature dance, o melodiche. Poi è
tornato al rock (forse ha visto che i vecchi dischi vendevano comunque bene).
Altri artisti rock: cito Ligabue, Pelù. In più di vent'anni! Ci vuole del tempo
e qualcuno, forse, che si immoli, evitando di prendere la strada facile e
accettare un posto in banca (se va bene) per continuare a sgavettare su palchi
con la rete da polli (dietro, se non davanti.. nel liscio mi è capitato..),
facendo fatica a fare tornare i conti. Speriamo bene.
Ciobin - parliamo un
po' di breaking? ti va? che ci dici a riguardo?
Vinsil Mc Jagger - non so ballare..
nonostante i 6 anni di
liscio riesco appena a fare una mazurkina se la ballerina accetta che le pesti
i piedi. Nonostante mi muova a tempo e riesca anche a cantare dimenandomi, non
posso dire di sapere ballare.
Ho visto ballerini
splendidi.
Molti anni fa, in una
importante discoteca romagnola. Stavamo scuotendo le gambe sulla pista. Poi,
piano piano, tutti ci siamo fermati, per fare spazio. Due breakers.
Probabilmente afroamericani. Meravigliosi. Stavamo tutti in cerchio, fermi, a
guardare, senza volere più muoverci, estasiati dalla meraviglia di quello che i
nostri occhi potevano vedere. E guardare. Quando loro si stancarono,
ricominciammo a dimenarci, senza rispetto per la bellezza di quanto
accaduto prima. Senza poterli imitare.
Anni dopo, con l'orchestra,
in un estivo vicino al Po, un 50enne con la pancetta ci chiesa una polkettina.
Mentre la ballavano, lui e la ballerina, cioè, mentre saltellavano come
gazzelle, in un girotondo ritmico, mi resi conto di quanto era bello
suonare per gente che sa ballare. Quasi non toccavano terra, coi piedi.
Sincroni. Stupendi. Verso la terza parte della polka, il ballerino della coppia
solitaria (non c'erano altri in pista), continuando a tenere il tempo e il
ritmo su quelle gambe quasi antiche ma scattanti, si voltò verso noi orchestra
e ci urlò:- Maledetti!!!. L'avevamo tirata un po' troppo, davvero...
Suonare per gente che sa
ballare è suonare con gioia. E' questo che penso ogni volta che realizzo
un brano ballabile. Penso a qualcuno che sa ballare bene e cerco di immaginarmi
come potrà esprimere la mia musica col corpo. Beh.., a ognuno il suo..
ciao, a presto,
vinsil
PS:- tu sai ballare?
Ciobin - PS
assolutamente no. Come vedi il futuro dell'hip-hop?
Vinsil Mc Jagger - non so. Non ti so dire.
Sono rimasto all'epoca
di Bob Dylan, quando la speranza sembrava ancora possibile. Adesso sembra
non lo sia più. E la disperazione non fa cassetta. La disperazione è
sempre qualcosa di nicchia (meno male, se no ci suicideremmo in massa).
In tutte le cose che
scrivo c'è un lembo di speranza. Non voglio dargliela vinta. Anche se non so a
chi. Mi do pace. Altrimenti non sarei io.
O forse sono rimasto al
primo Vasco Rossi, con quelle battute taglienti e ironiche che adesso non ha
più (anche perché erano parte del modo di vivere di Massimo Riva) e non riesco
a darmi pace se non metto qualcosa di insolito, piuttosto che di disperato,
dentro ai miei pezzi (contraddicendomi..!..).
L' Hip Hop attuale mi
sembra troppo carico di disperazione (parlo in generale) per avere un riscontro
di massa (in Italia, dico) e, forse, se togli la disperazione non è più Hip
Hop. Se così fosse diventerebbe un genere, come il liscio, il jazz o la musica
celtica. Piace a quel gruppo di persone. Piace a chi è dentro al giro, ma devi
entrare nel giro prima che ti possa piacere. [Sto parlando per l'Italia,
perché, ad esempio, la musica celtica in Scozia è tutta un'altra cosa, con
turntablists che uniscono ai piatti del Dj le cornamuse (ho ascoltato musica
meravigliosa, negli ultimi anni, proveniente da Glasgow!! - e sì che lì di
disperazione ce n'è a iosa..)]. E potrebbe diventare un'altra cosa di nicchia
(poi dipende da quanto è grande la nicchia).
Però, in Italia, la
melodia regna sovrana. Lo ha sempre fatto. Se vuoi passare oltre il muro devi
mettergliela, altrimenti ti fanno a malapena guardare il giardino.
Forse l' Hip Hop si è
autocostruito in modo da non guardare oltre il muro...
Non so. Ma la
disperazione, in Italia, paga poco. E più sali con l'età, meno la reggi. Il
pubblico italiano è un pubblico anziano..
..in attesa di (anelata)
smentita..
Ciobin - e il tuo
futuro nell'hip-hop?
Vinsil Mc Jagger - Bene.
Tutta la musica che ho
fatto, o che sto facendo, o che, presumo, farò, la chiamo meticciato
progressivo (met.pro). E' la cosa che mi è sempre piaciuta di più:
mischiare le cose, prendere pezzi di qualcosa e metterli insieme con un'altro
qualcosa, facendoli stare bene. Collages, in definitiva. E raccontare storie
partendo da questi patchworks.
Ho sempre raccontato
storie. Da cantautore, prima. prima ancora di sapere suonare. Ho cominciato a
suonare senza sapere suonare. Ho cominicato a suonare scrivendo testi per
canzoni (in realtà volevo scrivere canzoni, ma siccome non sapevo suonare..).
L'HipHop mi attrae. Ho
trovato il sample di James Brown che voglio usare per il pezzo funk. Forse,
rallentandolo molto, può venire bene anche su un ritmo Hip. Devo trovare una
storia da raccontare.
In più: ho sempre
apprezzato le collaborazioni.
Mi ricordo un brano di
qualche tempo fa, un rap. Non mi ricordo gli artisti. era su un sample di
"for what it's worth", di Steven Stills. I rapper erano bravissimi. e
alla fine saliva Stills nel canto. Già il brano originale è una canzone
indimenticabile dal '69. Poi quelle aggiunte ritmico/vocali. Potrei suonare
l'armonica mentre qualcuno rappa. Potrei inventare dei beats.
Io tendo a sorprendere
prima che a piacere, questo è il mio difetto. Devo sorprenderti. Se
resisti all'emozione, ti posso piacere. Sono un diesel. Emergo alla distanza.
Ho presentato un sample
di un minuto a un deathmach contest. Era un brano strumentale tratto dal demo
che hai. Agli organizzatori è piaciuto, però mi hanno chiesto: "perchè un
beat?". Perchè qualcosa dove manca del tutto la voce? La musica è fatta
anche pause. In questo caso la partitura della voce è esclusivamente di pause.
Ha un senso? Ha un senso Composizione 4'33'', di John Cage?
Il mio desiderio di
sorprendere, la mia capacità di sospendere le emozioni potrebbe essere un
pregio, nella squadra giusta. Puoi presentarmi qualcuno sufficientemente
matto da provare qualcosa di insolito, come un rap sopra un dolce
ritornello cantato o uno spezzato di armonica a bocca?
Per quanto riguarda me
solo, Inmalghees, uno dei brani che ti ho spedito MP3 descrive
bene il mio modo di essere: se parlo troppo velocemente non si capisce niente.
Devo essere lento. Voglio essere lento. Il mio è Brad, non Rap.
vado in quella direzione. Racconto storie lente, anche se sono agitate. Non
racconto mai storie da incazzato. Da disilluso, forse. Da curioso, anche. Non
ho rabbia in me. Non più di quella di chiunque altro possa incontrare per
strada. Le cose non vanno bene. Le cose potrebbero andare meglio. Se ci si
impegnasse un po'. Invece le cose vanno meno bene del previsto. Speriamo che
non piova. Conosci qualcuno a cui interessi produrre un raccontatore di storie
musicali? Vuoi farmi da manager?
E ora sembro confuso. Le
case sono tutte uguali anche se hanno colori differenti. Cosa ti ha interessato
del mio demo?
Ciobin - vorresti
salutare qualcuno?
Vinsil Mc Jagger - Tu. L'intervista è stata
molto bella. Piacevole. Stimolante. Mi ha dato spunti per lavorare (non stavo
scherzando circa il funk!). Bella. Bella. Bella.
I miei amici. Quelli che
hanno condiviso le mie pazzie musicali fin dai primi tempi. E voglio
ricordare Vaudeville, cioè Roberto Sani, Enrico e Andrea Giuliani e Roberta
Desideri. Mi spiace che sia finito. Sanzio Guerrini, un sassofonista mancino
con due mani e un fiato di velluto. Quel "caprone" di Antonio Baruzzi,
leader dei Jean Fabry, che non sempre fa le cose giuste, ma è un amico. Lo
stimo e lo rispetto. Fa belle cose. Pupi Avati, che mi ha dato l'opportunità di
partecipare a uno show TV. Massimo Martelli, per lo stesso motivo. In più è
interista come me. Gigio Dadina, un meraviglioso attore ravennate intorno al
quale girai un video-documentario. Marco Martinelli Gabrieli ed Ermanna
Montanari Gabrieli. Giordano Sangiorgi del MEI che, nonostante mi abbia sempre
detto di cambiare pusher, mi ha sempre, in qualche modo, spronato. Stefano
Mazzotti, l'amico disegnatore e ultras del Cesena col quale sto
collaborando circa i fumetti. Stefano Trentini, l'editore e l'amico che mi ha
introdotto al mondo del fumetto erotico e della musica celtica. E Gigi
Marinoni, solo per la seconda. Emilio Vita, col quale feci di conigli
(un'impresa decisamente sfortunata) in gioventù e che ora è direttore artistico
di Ravenna Festival. Daniele Morini, proprietario di pub ed amico che ha sempre
trovato inascoltabile la mia musica, ma ha apprezzato le mie pitture. Elena
Bucci, un'attrice non accattivante, ma di una suprema bravura: ora che è morto
Carmelo Bene non ho altri punti di riferimento in teatro. In più, una amica da
tantissimo tempo, meglio, la mia migliore amica. Tutti coloro che mi hanno
insegnato qualcosa. E sono molti. E hanno faticato. Perché io sono zuccone. Mio
fratello, mia sorella. I miei genitori. Mia nonna, ora defunta. Tutti coloro
che mi hanno preceduto. I miei nipoti, soprattutto Ilaria (penso che le farebbe
piacere essere citata per nome). Diventa difficile. Diventano tanti. e la mia
memoria elefantiaca si sta stancando, cede: cade.
La mia compagna, che
sopporta le mie stramberie. Non sono una persona facile.
Grazie a tutti coloro
che apprezzano la mia (invereconda) arte.
Ciao, fammi sapere dove
posso leggere il tuo elaborato.
A presto,
Vincenzo
PS:- lasciami un paio di giorni per le aggiunte...
Ciobin - tranquillo ti
lascio il tempo che vuoi... vuoi dire qualcosa che non ti ho chiesto?
Vinsil Mc Jagger - qualcosa che non mi hai
chiesto..?
Ciobin - perché così tanta
varietà (musica, fumetti, pittura, teatro, tv.., magari cinema)? Non ti sembra
di disperderti?
Vinsil Mc Jagger - sì. In parte.
Un po' ci sono
costretto. Devo cambiare ambiente artistico per avere la mente sveglia.
L'abitudine è la morte delle arti. Diventa artigianato. Ottimo, ma non è arte.
In fin dei conti è, ancora una volta, meticciato progressivo.
Il film che mi piace di
più è "Kill Charley Varrick" (Chi Ucciderà Charley Varrick), regia di
Don Siegel, con un meraviglioso Walter Matthau. Varrick è un pilota di aerei
acrobatici che, per mancanza di lavoro, decide di rapinare una banca. Solo che
si tratta della banca dove la mafia ricicla i soldi.
Varrick si difinisce
"l'ultimo degli indipendenti". Io sono l'ultimo dei "non
specializzati". Come eravamo agli albori della società. Come eravamo prima
che il disagio industriale ci colpisse.
Devo farlo, se no non
sono io. Posso fare fatica a trovare un pubblico, ma, quando lo trovo, è un
pubblico fedele.
E, in ogni caso, l'ho
sempre fatto. Sono proprio fatto così. Ho fatto un video documentario che è
stato segnalato al 2o Faenza Video Festival e Giordano (Sangiorgi) mi ha
detto:- smettila di fare musica e comincia a fare video!
Però la musica è la mia
anima. Se non faccio musica non esisto. Faccio molte altre cose perché devo e
altre perché altrimenti starei male.
In fondo al cuore, sono
ancora un autore di testi per canzoni, al quale, non sapendo suonare niente,
dissero:- tu suonerai il basso. L'esistenza ti modella come l'acqua e il vento
fanno sull'orografia.
Sono quello che sono.
E non lo sono mai
abbastanza.